La220AS: questo post era nato nel 2007 far conoscere La220 e favorire quindi l’uso di energia proveniente da fonti rinnovabili, ma ad oggi (2010) le cose sono molto cambiate. Questo post è diventato lunghissimo, grazie ai commenti di centinaia di lettori che hanno contribuito a fare chairezza sulla storia. Abbiamo quindi riassunto tutta la vicenda in un altro post La220->Green Network. Luci ed ombre della vicenda ( Se hai qualche novità scrivi un commento in questo nuovo post)
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Come tutti sapete dal 1° liglio è partita la liberalizzazione anche per l’energia; cioè si può scegliere da chi acquistare la propria energia elettrica.

Io e mia moglie abbiamo deciso di dire no all’ENEL, visto che sta convertendo tutte le attuali  centrali a gas, in centrali a carbone!!! (a breve posteremo qualcosa) Tutto questo solo per conseguire un maggior guadagno, ma a scapito dell’ambiente!

Quindi abbiamo deciso di passare alla società che si chiama La220, che tra le varie possibilità offre una tariffa verde, cioè con energia proveniente solo da fonti rinnovabili. Questo non comporta nessun lavoro all’impianto esistente. Le cose rimangono così come sono ora, solo che loro immetteranno in rete ENEL tanta energia quanta ne consumeremo, e che pagheremo la bolletta non più ad ENEL, ma a La220.

Per ora non si sanno ancora i costi, e neanche lo stato della mia richiesta di cambio gestore fatta alcuni mesi fa. Quindi ho deciso di scrivergli. Vi giro la mia mail e la loro risposta. Read the rest of this entry »

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Pietro: C'è un modo ancora più etico di acquistare energia elettrica: rivolgersi  al produttore scelto da Co-Energia (di cui fanno parte soggetti del mondo dell'Economia Solidale: GaS, Des, ecc.). Aderendo alla convenzione Co-Energia abbiamo la possibilità, tra l'altro,  di  sviluppare il settore dell'energia rinnovabile (per i vincoli che abbiamo posto, v. "Convenzione" sul sito www.co-energia.org); Inoltre che aderisce alla convenzione, oltre ad usufruire del contrastto "100% energia rinnovabile e solidale" favorisce altri progetti che posono nascere in seno all'economia solidale, con un contributo di € 0,0015 per ogni Kwh consumato. Pietro Passarella p.s.: v. anche "L'energia che ho in mente" (5€ in libreria).

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Green Network

Questo post nasce per fare un sunto delle vicende di La220 già pubblicate nel post Energia alternativa,La220. Una scelta, il caso, gli sviluppi , per capire chi è Green Network e per vedere cosa hanno in comune le due società. Preferisco partire però dalle conclusioni, lasciando in fondo la storia per punti, dato che è un po’ lunga e che molti ne sono già al corrente. Le informazioni raccolte sono frutto del lavoro di tutte le persone che in questi mesi hanno scritto sul post di La220. Considerate questo come un “wiki post“, se c’è qualche integrazione fate pure.

Green Network è molto diversa dall’idea che molti avevano di La220, non nasce perché crede solo nell’energia “verde”, anzi è legata alle solite fonti energetiche (carbone, petrolio ecc).
Il nuovo sito di Green Network è pieno di richiami a fonti alternative (a partire dal nome, fino alle immagini in home page di pannelli solari e pale eoliche) che in fin dei conti sono solo uno specchietto per le allodole, dato che l’acquisto di energia verde non è tra le loro priorità.
Leggendo oggi 18/03/09 sul sito (ho messo la data perchè il sito cambia praticamente ogni giorno) nel
business model c’è scritto che:”Il Gruppo opera sul libero mercato dell’energia elettrica nel trading, nella vendita ai clienti finali, nel settore della produzioni da fonti convenzionali e da fonti rinnovabili ”. Quindi non c’è nessun interesse particolare verso la produzione/commercializzazione di energia prodotta da fonti rinnovabili, se non quella di raggiungere tutte le ”nicchie di mercato” come dicono qui.
In sostanza
la filosofia di La220 è andata completamente persa, e udite udite: NON C’E’ MAI STATA! E’ stato tutto un EQUIVOCO! Da quello che ho capito (solo ora purtroppo), La220 non era una società svincolata dalle altre, ma ha sempre fatto parte della famiglia di Green Network (anche se dalle pubblicità e sul sito non c’era nessun richiamo). Molti di noi avevano scelto La220 perché Read the rest of this entry »

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vivenz: ...PROPRIO STAMANI MI è ARRIVATO UN DECRETO INGIUNTIVO DA PARTE DI MODULA.....CHE NEANCHE SO' CHI SIA.....CHE DEVO FARE?....PRENDO UN AVVOCATO O CARICO IL KALASHNIKOV? 

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Gaggia EvolutionQuesto è un post su economia domestica e manutenzione, nato dalla constatazione che quasi tutti i possessori di macchina da caffè che conosco prima o poi hanno avuto dei problemi decidendo generalmente di cambiarla, o magari tipo me, scegliendo di farla riparare spendendo cifre folli, tipo 60€…ma col senno di poi posso dire che si può evitare tutto questo.

Come abbiamo visto in un post precedente, l’acqua calcarea, pur non essendo pericolosa per la salute umana , lo è per quanto riguarda il funzionamento degli elettrodomestici, quindi bisogna ricordarsi di sottoporre i vari elettrodomestici a cicli anticalcare. Io ho una Gaggia, e leggendo in giro un sacco di persone non sapevano, o non avevano dato il giusto peso ai lavaggi anticalcare, ritrovadosi o a spendere un sacco di soldi per la manutenzione o addirittura a comprare una macchina nuova.

Gaggia ad esempio propone le sue bustine di Decalcificatore Baby Cleaner a Read the rest of this entry »

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claudio G: Scusate c'è qualcuno che sa come si smonta la pompa dell'acqua della Gaggia Evolution? Grazie a chi mi aiuta.

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Altroconsumo

Da un po’ di tempo ero interessato ad Altroconsumo, quando un anno fa mi arriva la lettera per chiedere se volevo abbonarmi. Praticamente mi regalavano l’abbonamento del primo anno con uno sconto dell’80 % e mi riempivano di regali (una penna USB con puntatore laser e un lettore portatile DVD)…anche se tutti questi regali un po’ mi lasciavano perplesso ho deciso di abbonarmi e ho compilato la cartolina.

La cosa che mi infastidiva era avere tanti regali senza spendere praticamente niente (quindi mi si attivavano i ragionamenti: come, chi, dove, come ha prodotto le cose?), e che ogni regalo fosse pubblicizzato con un apposito depliant dal quale dovevi staccare degli adesivi da andare ad incollare poi in un’altra parte di una lettera da allegare alla richiesta di abbonamento. Poi c’erano altri fogli che ti permettevano di abbonarti ad altre riviste collegate…bla bla bla…sinceramente non ricordo perfettamente tutti i passaggi perché è passato più di un anno, comunque era un sacco di carta.

Inoltre alcuni giorni dopo aver mandato la mia adesione Read the rest of this entry »

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Marco: Sono stato tentato più di una volta di fare l'abbonamento ad Altroconsumo ma ho sempre desistito proprio per via di queste campagne di marketing. E' assurdo perchè usano gli stessi metodi delle ditte dalle quali, come associazione di consumatori, dovrebbero difenderti... Da ormai tanti anni sono abbonato alla rivista "Il salvagente" che è un settimanale dedicato ai consumatori fatto da una piccola cooperativa editoriale di Roma e sono molto soddisfatto (lo trovate anche in edicola). Ci sono test fatti dalla redazione, più altri fatti da associazioni di consumatori spagnole, francesi e /o tedesche. C'è qualche pagina di pubblicità ma tutto sommato i test mi sembrano obiettivi e indipendenti. E comunque  il settimanale "Il Salvagente" ha molte più pagine del mensile di Altroconsumo, che mi è capitato di leggere da un amico... A occhio un anno di Altroconsumo vale più o meno  5 numeri de "Il Salvagente". E poi l'ufficio abbonamenti è composto da persone carine e gentilissime...

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kit-kat-fair-trade…ed io vorrei nascondermi. In molti abbiamo scelto di boicottare Nestlè non comprando i suoi prodotti perchè ritenuti l’antitesi dell’equo-solidale, di uno stile di vita e dei diritti dei lavoratori ecc… non riassumo le motivazioni, ma ne trovate quante ne volete in questo allegato

Why boycott Nestlé Fairtrade KitKat?

Leggere che la Fairtrade Foundation (Ff) inglese ha deciso di certificare il KitKat come equo e solidale fa male, anche se a pensarci bene Ff nel 2005 aveva anche certificato per Nestlè il Nescafè, sollevando già allora molte polemiche. Sono stanco di vedere un ramo di una organizzazione che ci fa un po’ da garante cadere su queste cose. Spero che sia almeno per una questione di soldi…che ci guadagnino.

Secondo Baby Milk Action per acquistare il cacao fairtrade Nestlè spenderà meno di 400.000 sterline nel 2010, cifra tutto sommato non irrisoria, se si considera che dietro ci sono piccoli produttori. Infatti dietro ci lavoreranno 6 Read the rest of this entry »

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Valerio: Beh, in realtà le 400000 sterline la Nestlé le avrebbe pagate comunque. Il cacao lo deve comunque comprare, e con i prezzi attuali del cacao la differenza tra cacao Fairtrade e cacao convenzionale è minima, molto meno di 400000 sterline, su alcuni mercati addirittura nulla se non addirittura risultare più economico. Quindi Nestlé è certificata Fairtrade a costo zero!! E poi andiamo a vedere quanto la certificazione ha cambiato i suoi standard da quando le multinazionali sono entrate, se vogliamo dirla tutta...

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Ditributore casalingo di metano Phill

Il distributore domestico di metano nasce dall’idea di fare un pieno alla propria auto a metano direttamente dal  garage di casa, per evitare il problema di fare decine di km per trovare un distributore di metano. In effetti in alcune regioni i distributori sono pochi e andare a far benzina è una grossa perdita di tempo e di “gas”, per questo alcuni invitano a installare un distributore in casa.

Il compressore venduto in italia da AlpenGas è prodotto in canada dalla Fuelmaker, ditta canadese del gruppo Honda; il modello casalingo è Phill.

In linea teorica il discorso potrebbe essere corretto, l’unico problema è che il metano della distribuzione domestica arriva, per motivi di sicurezza, a pressioni bassissime: tra 0,14 e 1,4 bar e serve quindi un grosso lavoro da parte del compressore (e quindi un grosso consumo di elettricità) per poterlo portare ai 210 bar necessari per immetterlo  nelle bombole della macchina, e la cosa richiede un grosso quantitativo di energia e di tempo. Per fare il pieno ad un’auto si possono impiegare anche 10 ore!(1) Secondo quattroruote  (1) per un pieno da 15kg fatto in casa si consumano 10,1 kWh, mentre al ditributore si va da 1,2 a 4,4 kWh (dipende dalla pressione di arrivo del metano al distributore che va da 4 a 70 bar), ma il costo è ovviamente compreso nel prezzo alla pompa del metano.

A conti fatti quindi il distributore casalingo non conviene affatto, sia a livello economico che ambientale!

(1) Numero Quattroruote di marzo 2009
(2) Fonte Dolomiti Energia

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tommaso:

Francamente il paragone proposto pare quello di un venditore di compressori  e non convince per niente (...c'ho preso?).

E' vero, ci possono essere casi in cui uno vive con la macchina attaccata al sedere, ma spero per te che il tuo fosse solo un paragone teorico, e che tu non sia costretto a farti 50.000 km anno. A quel punto se sei un camionista o un commerciale che gira per l'italia, sicuramente non farai 7+7, ma ottimizzerai facendo il pieno quando parti...insomma tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare...e spesso la teoria dei risparmi non combacia affatto con la realtà.

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