Credo che tutti abbiano sentito parlare almeno vagamente del mercurio nel pesce,
ma cerchiamo di fare il punto della situazione sull’argomento e magari un po’ di chiarezza.
Secondo alcuni la situazione è piuttosto allarmante, mentre secondo altri il problema è una legenda metropolitana (così mi ha risposto il pediatra). Cerchiamo però di capire cosa ci dicono i dati, poi trarremo le conclusioni.
Secondo il Servizio Sanitario Regionale (dell’Emilia-Romagna) e della USL di Bologna non c’è da fare allarmismi, e il pesce fa bene ed è in linea generale esente da rischi per mercurio, occorre solo una maggiore attenzione da parte delle donne in età fertile, donne gravide, donne che allattano e bambini piccoli, a non eccedere nel consumo settimanale di specie ad alto contenuto di metil-mercurio. A dire il vero, questa frase messa così ad apertura del “Notiziario Ittico” del servizio sanitario mi pare un po’ “comico/inquietante”, infatti partono dicendo che è tutto ok, ma occhio a certe categorie di persone.
Quindi in sostanza qualche problema c’è, infatti nella seconda frase partono con una certezza.
Il mercurio è un contaminante ambientale presente nei pesci e nei prodotti ittici in gran parte sotto forma di metil mercurio, che può costituire oltre il 90% del Hg totale nei pesci e frutti di mare (*).
Però perché si parla solo di pesci e non di altri prodotti al mercurio?
Il motivo è che il mercurio in acqua si accumula nei sedimenti marini e successivamente viene trasformato da batteri anaerobi in metil mercurio (forma più pericolosa del mercurio) che entra quindi nella catena alimentare acquatica.
Il metil mercurio, a differenza del mercurio inorganico contenuto negli alimenti, ha una elevata tossicità specialmente per il sistema nervoso nella fase di sviluppo(*), per questo è bene che le persone a rischio riducano l’assunzione di metil mercurio. Quindi se il mercurio è nell’acqua, va da se che i pesci al vertice della catena alimentare contengono più mercurio, in quanto concentrano il mercurio mediante la predazione.
I pesci più a rischio sono i tonni, pesci spada ecc ecc.
Ma quanto mercurio contengono?
Il limite fissato dalla Commissione Europea è pari a Hg= 1?g/g peso umido.
Queste sono le concentrazioni di mercurio totale trovate in esemplari di tonno pescati nel mediterraneo nel 2002:
- Tonno bianco: concentrazioni varianti fra 0.84 e 1.45 mg/kg (media 1.17 mg/kg)
- Tonno rosso: concentrazioni varianti fra 0.16 e 2.59 mg/kg (media 1.18 mg/kg)
In pratica nel 78.6 % del tonno bianco e nel 61.1% del tonno rosso le concentrazioni di mercurio totale superavano quindi il limite fissato dalla Commissione Europea. Secondo l’EFSA (l’autorità europea per la sicurezza alimentare) la dose settimanale tollerabile provvisoria per l’uomo è di 1,6 ?g/kg di peso corporeo(**). Quindi per un uomo di 70 kg sarebbero 112 ?g/kg. Questo limite è stato trovato grazie a due studi epidemiologici sulla neurotossicità fetale effettuati nelle Isole Faroe e nelle Isole Seychelles riguardanti la correlazione tra l’esposizione materna al mercurio e le alterazioni dello sviluppo neurologico nei figli.
Ricapitolando le categorie a rischio sono:
- le donne che possono diventare gravide,
- le donne che sono gravide,
- le donne che stanno allattando,
- i bambini piccoli.
Dosi consigliate. Le categorie a rischio non dovrebbero mangiare tonno più di 2 volte la settimana ( le scatoletta di tonno in commercio sono di circa 80 g le piccole e sui 160 g le medio-grandi). Inoltre non dovrebbero assumere più di 100 grammi la settimana (pari a una fetta o a un piccolo trancio circa 1 volta la settimana) di grandi pesci predatori. Si consiglia tra l’altro a queste categorie a rischio che se introducono la porzione indicata, non dovrebbero mangiare nessun altro pesce durante lo stesso periodo(**).
Conclusioni. A quanto pare il problema esiste, ed è accentuato nell’Adriatico a causa della morfologia e dello scarso ricambio delle acque. Inoltre la concentrazione di mercurio aumenta da Sud verso Nord. Alla fine basta credo che come al solito basti un po’ di buon senso. Inoltre nel bancone del pesce si trova sempre il pesce azzurro che è un pesce economico, con bassa concentrazione media di Hg, non a rischio estinzione, ricco di omega 3 e buono. E poi se i mari sono inquinati è anche colpa nostra, quindi come al solito cerchiamo di avere uno stile di vita sostenibile!
Fonti:
(*) http://www.dsp-auslbo.it/pdf/vet/ni/ni0107.pdf
(**) http://ec.europa.eu/food/food/chemicalsafety/contaminants/information_note_mercury-fish_12-05-04.pdf
(***) http://www.ceirsa.org/mercurio.pdf
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