ImballaggiE’ un trend in crescita innegabile quello dei prodotti pre-confezionati.

Forse non ce ne rendiamo conto, ma con delle semplici abitudini diverse possiamo contribuire a ridurre la nostra impronta ecologica. Gli imballaggi devono essere visti come dei veleni, No agli imballaggi superflui!


Ecco le regole per inquinare meno:

  • Evitate cibi freschi imballati. Ad esempio mi pare un’assurdità che un pezzo di formaggio da 200g sia messo in un vassoietto di plastica e poi incellofanato.

  • Non comprate il caffè in cialde. Un conto è la cialda di carta che racchiude il caffè (cosa inutile, ma abbastanza sostenibile), un conto sono le cialde di plastica chiuse una per una in sacchetti. Tornate al caffè sfuso. Le cialde sono solo veleno aggiuntivo.

  • Evitate i prodotti con doppi imballaggi. Cosa dire degli imballaggi degli imballaggi? Avete presente il dentifricio? Che bisogno c’è che oltre al tubo ci sia anche la scatola di cartone intorno? Pensate a quanti esempi si possono tirar fuori.

  • Scatolame. A me vengono in mente i fagioli. Si trovano freschi, in scatola, congelati o secchi. Quelli sostenibili sono quelli freschi o secchi. E poi sono più buoni di quelli in scatola!

  • Non usate i sacchetti di plastica. Io uso sempre quelli di stoffa, e nonostante tutto a casa ne ho sempre in abbondanza per buttare la spazzatura.

  • Surgelati. Qualche settimana fa ero al supermercato e ho visto un tipo che si è comprato 350g di zucchine surgelate. Costavano di più di quelle fresche, ma avevano un vantaggio invidiabile: erano tagliate a dischetti! Non ho parole…

Sarebbe bello che ora ognuno postasse qualche nuovo consiglio, non solo su imballaggi, ma su tutto quello che vi viene in mente e che possa contribuire a inquinare meno. A voi la parola…

Ps: scusate la postata, ma in tutti i siti c’è almeno una pagina con dei consigli per salvare l’ambiente. Io ho scritto quelli che mi sembrano meno pubblicizzati e in particolare sugli imballaggi.

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8 Responses to “Regole per inquinare meno”

  1. antonio says:

    Sugli imballaggi, io direi anche:

    - compriamo confezioni grandi, che a parità di peso/volume contenuto hanno meno imballaggio. Questo fa anche risparmiare, perchè di solito il prezzo al kg diminuisce col crescere della pezzatura di vendita. Esempi: carne e salumi in tranci invece che affettati, biscotti, yoghurt…
    - ovviamente, privilegiamo imballaggi riutilizzabili e riciclabili. Il che purtroppo non è facile, perchè spessissimo l’imballaggio è concepito come da buttare. Però ci sono paste in confezioni di carta, latte e conserve in bottiglie di vetro…
    - abbiamo il coraggio di rifiutare le sportine, che i venditori considerano un’obbligo di cortesia anche quando hai comprato solo il latte e il burro. Io per esempio spesso mi distraggo e dopo non ho il coraggio di ridare indietro il sacchetto…

    Tom, il post non sarà originalissimo, ma ha senso fare una raccolta di questi consigli. Magari se siamo molto concreti e scriviamo una paginetta con molti esempi pratici e proposte alternative, viene fuori una cosa un po’ diversa e più utile.

  2. barbara says:

    Ho questo altro esempio da aggiungere:
    - scegliere le ricariche dei prodotti (detersivi, ammorbidenti – sempre che non si usi l’aceto ;) – saponi liquidi…) che di solito hanno anche il vantaggio di essere in confezioni grandi, secondo quanto suggerito da Antonio. Non tutte le marche propongono le ricariche, però a maggior ragione mi pare giusto puntare su chi offre questa alternativa, proprio per premiare l’attenzione all’imballaggio
    Noi non abbiamo tante sportine di stoffa, ma state tranquilli che abbiamo le sportone adibite alla spesa, che vengono usate +, + e + volte, fino a che non sono quasi a pezzi: allora le usiamo per la raccolta plastica/ carta e poi le buttiamo.
    Beh, continuiamo a buttare giù le idee, quando arrivano!!!

  3. tommaso says:

    Visto che tra un po’ si spera di andare in vacanza, vi invito a valutare l’ipotesi di spegnere il congelatore, ed il frigo. Sarebbe bello verificare se si consuma di più a tenerlo acceso o a spegnerlo e poi riaccenderlo (ad esempio per pochi giorni off) e qual è il limite dei giorni necessario per far si che convenga l’una o l’altra soluzione…c’è qualche volontario ?

    Limitare l’uso dell’ascensore (io scendo a piedi)

  4. antonio says:

    Tom, non è meglio fare un post ad hoc sul risparmio dei consumi energetici di casa? Questo era partito sugli imballaggi….”Inquinare meno” è troppo generico.

    Giacchè ci sono, rimpolpo:
    - lasciamo perdere l’acqua in bottiglia. I motivi: tanti, eccoli. E’ RIDICOLO il livello altissimo di consumo di acqua in bottiglia raggiunto in Italia.

    Questo è un bel sitarello sul tema della riduzione dei rifuti.

  5. tommaso says:

    Preciso che il post era nato per dare regole per inquinare meno, e che gli imballagi mi parevano la cosa più voluminosa e meno percepita…

    In ogni caso bella idea….fai pure ;-)

  6. Sara says:

    Ciao ragazzi, avete sentito della pubblicità nella mia città (Mestre) che ha come protagonista il sindaco Cacciari? Ci sono diversi manifesti con il sindaco che beve l’acqua da una caraffa (filtro?) e afferma deciso “anch’io bevo l’acqua del sindaco”. Mi è sembrata una cosa molto carina :)
    Sara

  7. tommaso says:

    A proposito di cialde per caffè…se proprio non potete farne a meno, e se avete del tempo da perdere vi segnalo che esiste il sistema cialde fai da te.

  8. Marisa says:

    La consapevolezza deve arrivare prima da chi produce cercando di non produrre alla fonte rifiuti. Mi riferisco agli imballi. Poi, comunque, deve esserci la  scelta consapevole del consumatore nel preferire i prodotti liberi da imballi  che veicolano “rifiuti” come per esempio le bottiglie di plastica del sapone liquido. Perchè non usiamo più la saponetta???
    La saponetta è avvolta in un piccolissimo pezzetto di carta. Dura di più del sapone liquido che poi lascia un pessimo rifiuto: la bottiglia di plastica.
    Nel nostro piccolo abbiamo cercato di risolvere un pezzetto di problema. Adesso stà ai consumatori fare la scelta consapevole. La nostra risposta a questo problema è  SoapUp.
     
     
     
     

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